Come avviare un’attività in Italia in 5 “semplici” passi

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Nonostante la burocrazia, la pressione fiscale e problemi affini, avviare un’attività in Italia si può. Vediamo come fare e quali sono i passi da compiere.

 

 I. Start up

Il primo passo da compiere è l’iscrizione presso la Camera di Commercio, al Registro delle imprese.

L’iscrizione è un atto pubblico e obbligatorio, che attesta l’esistenza dell’impresa e delle sue attività di carattere giuridico. Otterrai così il codice fiscale dell’impresa. Per quanto riguarda gli aspetti fiscali, dovrai comunicare entro 30 giorni l’inizio dell’attività all’Agenzia delle Entrate. I principali adempimenti che a questo punto dovrai assolvere saranno:

  • La richiesta di attribuzione del numero di partita iva
  • La scelta del regime contabile

 

 

II. La gestione delle attività

Tieni presente che fare impresa è un’attività che richiede vari adempimenti.

  • Deposito del bilancio di esercizio.
  • Deposito del MID Modello unico di dichiarazione ambientale.
  • Iscrizione agli Albi per particolari tipi di attività.
  • Versamento del diritto annuale.
  • Procedure relative alla variazione, alla cessazione e alla chiusura dell’attività.

 

 

III. Le certificazioni

Altro aspetto importante sono le certificazioni:

  • certificazioni anagrafiche,
  • certificazioni antimafia,
  • visure,
  • certificati relativi a ruoli ed elenchi abilitanti,
  • certificati relativi al ruolo dei periti e degli esperti e all’albo delle imprese artigiane.

Sono documenti molto importanti per l’imprenditore, poiché attestano la vita dell’impresa. Possono essere richieste presso le sedi della Camera di Commercio, a domicilio e via web.

 

 

IV. L’acquisizione delle fonti

Vediamo adesso le principali fonti di finanziamento.

  • Prestito bancario
  • Incentivi pubblici

L’eventualità di ottenere un prestito bancario è direttamente proporzionale alla tua esperienza di imprenditore e alla dimensione delle tua impresa. Si tiene anche conto dell’affidabilità dei progetti e della loro potenziale redditività.

Gli incentivi pubblici per stimolare l’attività imprenditoriale possono classificarsi invece in:

  •  interventi a sostegno delle nuove imprese,
  •  interventi a sostegno delle esportazioni e degli investimenti all’estero,
  •  interventi a favore dell’innovazione tecnologica e della ricerca applicata,
  •  finanziamenti agevolati a fronte di investimenti fissi.

 

 

V. La responsabilità dell’impresa

  • L’impresa e l’ambiente

Per alcune attività occorre che tu disponga di specifiche autorizzazioni preventive, relative agli impianti (filtri, depuratori ecc.). Nel caso poi di attività a rischio inquinamento acustico, elevata rumorosità o utilizzo macchinari rumorosi, devi richiedere un’autorizzazione preventiva al Comune e una deroga alle norme sull’inquinamento acustico. E’ utile anche che tu prenda visione dei regolamenti comunali sullo smaltimento dei rifiuti, rumorosità degli impianti e inquinamento del suolo.

  • La responsabilità sociale

L’ultimo aspetto riguarda la responsabilità sociale dell’impresa. Si tratta delle persone coinvolte nell’attività dell’impresa, compresi clienti e fornitori. In questo caso devi dichiarare la politica di azione della tua impresa, che testimoni il tuo impegno per le tematiche sociali, ambientali e di sostenibilità.

 

Tieni poi presente che, per coloro che iniziano una nuova attività imprenditoriale, che rientrino nel sistema fiscale agevolato e per le imprese che adottino il regime sostitutivo per le attività marginali, l’Agenzia delle Entrate offre un servizio gratuito di Tutoraggio.

In questo caso come neoimprenditore avrai la possibilità di essere affiancato da un tutor, che ti agevolerà, in primis, nell’adempimento dei tuoi obblighi tributari.

 

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Artmarketer e giornalista pubblicista. Ideatrice del Marketing artistico online – "Come promuovere la propria arte con il web."

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