Cos’è il marketing collaborativo e perché funziona

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Oggigiorno la tecnica di vendita e di comunicazione che funziona di più è il passaparola, o meglio “marketing collaborativo“. Di cosa si tratta? Semplice: si prova il prodotto, si consiglia agli amici e poi se ne parla su un blog o in una videorecensione. E funziona per tutto, dal makeup ai libri, dai pacchetti vacanze ai trattamenti di benessere. Tutto ciò che si può comprare si può anche recensire: e, se chi recensisce è abbastanza noto e affidabile, le vendite salgono. Più che con un costosissimo spot pubblicitario.

Il passaparola funziona: lo conferma il report 2015 di Nielsen (Global Trust in Advertising) che ne ha studiato gli effetti, su un campione di 30 mila consumatori in ben 60 paesi. Il marketing collaborativo è una strategia lanciata da Trnd (The real network dialogue), una società nata in Germania nel 2005 e presente in 18 mercati europei, arrivata in Italia sei anni fa con all’attivo circa 70 campagne marketing (Nuvenia, Dietorelle, Braun, Philips, Illy, Dash, Nivea, Zalando, Cameo, e così via).

Funziona in modo molto semplice: ci si iscrive gratuitamente alla community (in Italia ci sono circa 240mila iscritti), si sceglie il prodotto, si riceve un kit di campioni gratuiti, si prova e si fa provare ad amici e parenti. “Ogni campagna si basa sul passaparola spontaneo tra le mille e le duemila persone, i cui feedback vengono comunicati al team o lasciati su un blog. Sarà poi Trnd a redigere un report dei risultati e a passarlo all’azienda”, racconta Valentina Lonati, coautrice di Il futuro del marketing ha un cuore antico.

Si tratta di un tema ancora poco approfondito in Italia, ma di cui siamo considerati gli esperti, perché il passaparola lo abbiamo nel Dna, siamo un popolo socievole e chiaccherone, dei perfetti free ambassador dei brand.

Ecco un esempio: “Abbiamo realizzato una campagna per un prodotto cercando di cambiare opinione alla gente (la prova era su un dolcificante considerato equivalente dell’aspartame). L’obiettivo era far passare il messaggio che la stevia (prodotto naturale) fosse altra cosa. Confrontando la percezione del prodotto prima e dopo la campagna, il valore è triplicato: eccome se è servita”.

“Il marketing collaborativo aiuta a costruire un ponte tra consumatori e aziende e permette la nascita di un dialogo tra di loro”, racconta Maria de Filippo, head of concept and communication del team italiano di Trnd. Oggi si parla sempre più del consumatore che si fa “consumattore” e che ha un atteggiamento attivo e partecipativo nei confronti delle aziende rispetto al passato. Oggi chi consuma vuole essere ascoltato dalle aziende e vuole aiutarle a sviluppare prodotti più in linea con le proprie esigenze. Quello che fa Trnd, e che fanno tanti altri network di marketing collaborativo, è offrire soluzioni pratiche alle aziende per instaurare un rapporto con i propri consumatori per sfruttarlo nelle proprie strategie marketing.

La comunicazione, insomma, è cambiata: la maggior parte dei consumatori, prima di decidere se acquistare qualcosa, si rivolge al blog o al canale Youtube dell’influencer di turno. Non sarà un caso che, ormai, le fashion blogger come Chiara Ferragni guadagnano cifre da capogiro.

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Valeria Martalò

Blogger e Web Writer. Racconta, su Quintuplica, le storie vere di chi ha cambiato vita, grazie a una nuova professione o avviando un'attività.

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