Social Storytelling: l’esperienza di “Torino Storytelling”

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social storytelling aziendale

Lo storytelling è semplicemente l’arte di raccontare una buona storia. È il salto creativo che ti consente di uscire dalla logica prodotto-servizio (comunicato attraverso aride e noiose caratteristiche tecniche) per puntare invece sul valore del CONTENUTO, delle PERSONE e delle loro STORIE.

 

E’ il voler costruire una narrazione che prenda per mano l’utente (spesso, un cliente) e lo accompagni attraverso una rinnovata percezione del brand.

 

Chiunque voglia generare attenzione, essere ricordato, influenzare un pubblico deve conoscere le tecniche della narrazione. Per cercare lavoro, per la reputazione, per posizionare i prodotti, per generare appartenenza, per riposizionare un’identità di impresa, per rilanciare un territorio.

 

Ma come ci si deve raccontare?

Quali sono e di cosa parlano le storie che rimangono di più? Come invogliare all’acquisto di una storia (d’impresa, di prodotto, di territorio, di carriera, di vita…)?

Non riusciremo in un breve articolo a dare tutte queste risposte, che meritano trattazione più ampia.

È più utile e immediato che ti racconti la mia di storia (molto brevemente!) una storia che parla di scrittura giornalistica, scrittura d’impresa e dunque di storytelling.

 

Dal taccuino ai blog tour

Aver fatto il giornalista sul campo per 15 anni mi ha costretto a imparare a scrivere in modo essenziale, veloce ed efficace.

La notizia deve stare nelle prime righe, le frasi devono essere asciutte, con verbi attivi e con vocaboli non ricercati.

Il linguaggio di un giornalista deve arrivare a tutti: sia se stai scrivendo per un quotidiano, sia se vai in diretta per un notiziario radiofonico nazionale, e sia se conduci un telegiornale di un’emittente regionale.

 

Dopo aver provato le sopra citate ebbrezze giornalistiche, le mie capacità di scrittura mi hanno portato – a inizio anni Duemila – a transitare sul web e a iniziare ad affiancare le aziende come consulente per la comunicazione.

Un tragitto nuovo e intenso, molto interessante e creativo, dove – oltre all’esperienza giornalistica – ho imparato a mettere in gioco altre competenze di taglio formativo e manageriale.

 

Di fatto, ho imparato a muovermi nelle organizzazioni d’impresa (anche a livello multinazionale), portando a casa sempre ottimi spunti per capire come le aziende devono comunicare e promuoversi in uno scenario profondamente cambiato rispetto a prima.

 

“Se il vecchio sito aziendale è ormai in disuso, è utile iniziare a ragionare come dei piccoli editori che quotidianamente informano e coinvolgono il pubblico”

 

Le aziende diventano social

Oggi, nell’era digitale tutto si intreccia in maniera maggiormente articolata.

Non bastano più le competenze di chi gestiva siti web negli anni Novanta, o di chi ha sempre svolto un ruolo classico di ufficio stampa. In questo nuovo decennio si è cominciato a parlare di uffici stampa 2.0 per indicare una struttura che non si rivolgesse solo al pubblico dei giornalisti, ma che prestasse attenzione alle dinamiche della Rete e dei social network.

 

Tratteremo nei prossimi articoli il dettaglio relativo agli strumenti di Social Storytelling: dal blog alla pagina Facebok, dal profilo Twitter all’account Instagram, per poi chiudere il cerchio proprio con le funzioni di un moderno ufficio stampa 2.0.

 

Qui vorrei invece affrontare sinteticamente il discorso “Social Storytelling”, uno strumento sempre più potente per aiutare le aziende a promuoversi partendo dai contenuti, e senza dunque svenarsi con artifici etnici o a scapito di costosi strumenti informatici.

 

Partiamo dal contenuto. Che non solo è molto più economico per i budget d’impresa, ma è spesso già a portata di mano..!!

 

2013, l’anno del content marketing

Come avevo già illustrato sul mio blog, la scrittura di contenuti di qualità, le storie raccontate con la tecnica dello storytelling giornalistico, sono la nuova e sempre più efficace frontiera del marketing.

 

Ognuno di noi – alle prese con piccoli e grandi business, o alla stressante ricerca di un lavoro – avrà sempre più la necessità di ripensare la propria comunicazione in chiave content marketing.

 

Se il vecchio sito aziendale è ormai in disuso, è utile iniziare a ragionare come dei piccoli editori che quotidianamente informano e coinvolgono il nostro pubblico attraverso la formula del Corporate Magazine: una rivista online che racconta in chiave giornalistica la nostra storia passata, presente e futura. E che coinvolge gli utenti in maniera semplice, leggera ed efficace, a livello emotivo e razionale. Senza il bisogno di vendere nulla.

 

Come ha appena fatto la Coca-Cola. Che ha buttato via il vecchio sito e convogliato tutta la comunicazione sul magazine on line Coca Cola journey (se hanno investito loro, c’è da credere che il successo stia da quella parte).

 

Torino Storytelling

In maniera calibrata, e anche piuttosto prudente, a ottobre 2012 ho gettato le fondamenta di un progetto in Rete che mi piaceva chiamare Social Magazine.

La testata “Torino Storytelling” è nata partendo da Twitter e iniziando a raccontare giorno per giorno una serie di piccoli momenti quotidiani che scandiscono il ritmo di una grande città.

 

Su Twitter lo spazio è poco, dunque i contenuti devono essere mirati, incisivi, chirurgici. Saper scrivere bene, con un certo stile, fa la differenza. Non è semplice infatti saper usare l’ironia e il fiuto giornalistico in 140 caratteri.

 

La svolta c’è stata, poche settimane dopo, con l’innesto di Instagram, un social network. Poter girare la città scattando foto che andranno subito in linea è il sogno di tutti noi giornalisti di reportage, che con il solo taccuino e i tempi delle redazioni cartacee non riuscivamo a confezionare emozioni simili in tempo reale.

 

Oltretutto Instagram aiuta a trasformare una buona idea in un’ottima immagine, grazie all’uso sapiente dei filtri fotografici.

Non credo che tutti diventino bravi grazie a Instagram: a mio avviso l’idea di contenuto e la tempestività devono comunque essere presenti nel bagaglio del comunizione e giornalista 2.0.

 

Follower dopo follower

Il successo di Torino Storytelling (che ha macinato una media di 8-10 follower al giorno, senza alcuna pubblicità) ha confermato quanto i contenuti di buona qualità siano redditizi.

Circa duemila iscritti a un profilo Twitter significano visibilità, autorevolezza, consenso. E promozione.

Ogni giorno raccontiamo la città secondo un punto di vista mai banale, scavando notizie poco diffuse e illustrandone altre con il semplice gesto di uno scatto fotografico.

 

Da lì si sono estese le costole su Facebook e su Tumblr (strumento di micro-blogging in grande ascesa), con numeri ancora in rodaggio ma con seguiti decisamente interessanti:

 

un semplice post di due righe con foto, che raccontava di una visita in una hamburgheria della città, è stato visualizzato da quasi 3.400 utenti Facebook!

 

I blog tour, nuova frontiera

Per farla breve, questo modello di comunicazione con quattro canali (tutti a costo di avviamento simile a zero, eccetto il valore delle persone che lo gestiscono) è un format sempre più prezioso, specie per quelle medie e piccole imprese che non dispongono di grandi budget.

L’importante è avere alla base una buona strategia editoriale, e persone che scrivano in maniera fluida, efficace, giornalistica.

 

Un Social Magazine come Torino Storytelling può accompagnare la comunicazione e le gesta di un’azienda, di un territorio, di un prodotto, di un personaggio.

Sono il contenitore quotidiano dove l’utente può approdare da quattro fiumi diversi: quello immediato di Twitter, quello visivo di Instagram, quello conviviale di Facebook e quello più ragionato del corporate blog.

 

Poi ci sono gli eventi. E quelli vengono seguiti con una logica di reportage 2.0. Un tempo erano i “press tour”, dove noi giornalisti eravamo invitati a piacevoli soggiorni per scoprire le bellezze di un territorio o i retroscena di un brand appena lanciato. Cercando di restare nei tradizionali canoni di imparzialità giornalistica.

 

Oggi sono diventati blog tour, estesi dunque ai blogger autorevoli, con un seguito capillare e una risonanza imbarazzante per i numeri che vengono prodotti.

Un caso pratico? Durante #lamiaTorino – un itinerario di due giorni organizzato da Turismo Torino, a cui abbiamo partecipato insieme ad altri 30 blogger – in un solo giorno sono stati prodotti e pubblicati circa 1.000 twet in chiave turistica e quasi 500 foto su Instagram.

Una valanga di informazioni. Mirate e incisive. Descrittive di luoghi, monumenti, personaggi, aziende, vita comune.

 

È come accendere un faro da stadio sul nostro comodino.

 

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Giornalista, storyteller e copywriter. Ha ideato il metodo - "Scrittura Vincente!" - per narrare e promuovere i brand in maniera innovativa.

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