Come definire gli obiettivi di un progetto SEO

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Come definire gli obiettivi di un progetto SEO

 

In ogni attività di Marketing vanno definiti degli obiettivi: la SEO non fa eccezione.

 

Vero è che si tratta di un potente canale per, ad esempio, portare dei clienti sul tuo sito, ma va da sé che non si tratta né di un bottone magico né della panacea di ogni male del tuo business.

 

Più semplicemente, ma anche in modo molto più efficace, si tratta di strategia: decidere come essere visibili e per farlo, bisogna definire dei KPI (Key Performance Indicators) per calcolare successivamente il ROI (return on investment).

 

I 3 obiettivi di un’azione SEO

Come mi è capitato di affrontare più volte, ai workshop o in post precedenti, la base di tutta l’attività SEO – secondo la mia piccolissima esperienza – è un passo prima della parola chiave che identifica una query, una ricerca di un utente.

 

La domanda da porsi è: “quale esigenza voglio/posso risolvere? E perché?

I perché sono tre, che fa pure rima. Io li chiamo CVV che non è il Card Verification Value della carta di credito, ma sono gli obiettivi da centrare per permettersene una:

  1. Contatti.
  2. Visite.
  3. Vendite.

 

Obiettivi SEO: I Contatti

Contatti. La lead generation o la generazione dei contatti. Un sito di un ufficio legale o di una ditta di traslochi potrebbe puntare a questo, ovvero al racimolare richieste di preventivo (contatti) da gestire in una seconda istanza. Il cesto di parole chiave da cui pescare dovrebbe includere termini come “preventivo *attività*, ad esempio.

 

Da distinguere dalla lead generation che potrebbe fare un sito editoriale, ad esempio la propria mail in cambio di un e-book gratuito. Pratica comunque stra-consigliata ma, ovviamente, ogni settore e ogni intento ha i suoi canali.

 

Ad esempio io lo faccio con la keyword “guida SEO gratis” che ad oggi, mi garantisce un flusso fresco di email di utenti da fidelizzare con contenuti successivi o ingolosire con offerte tramite DEM.

 

Obiettivi SEO: Le Visite

Visite. Le visite sono alla base di un sito vitale. Però è ovvio che alle attività di cui prima (l’ufficio legale o la ditta dei traslochi) non interessa tanto il numero di accessi, anzi preferirebbero magari meno visite ma più contatti – cosa peraltro possibile identificando le giuste parole chiave.

 

Le visite sono la linfa dei siti editoriali, ad esempio; poiché il loro modello di business si basa spesso sul numero di impression o visualizzazioni dei banner ospitati. In ogni caso, è il numero richiesto dai centri media per accaparrarsi i migliori “appalti”.

 

E come la migliore tradizione, spesso e volentieri qualche epic fail di chi ha cercato di truccare la gara esce fuori. Ma basterebbe veramente poco, come stilare dei pillar articles che sorreggano la SEO del sito con contenuti evergreen e ben posizionati. Ogni settore ha i suoi.

 

Obiettivi SEO: Le Vendite

Vendite. Più e più di una volta è stato detto (non soltanto da me, se no lasciava il tempo che trovava!) che la SEO non può essere più posizionarsi tanto per.

 

Vero, ma in questo ultimo caso – più della generazione dei contatti – per centrare l’obiettivo delle Vendite entrano in gioco moltissimi fattori, interni alla SEO ed esterni ad essa. Va da sé che le vendite sono l’obiettivo principe degli e-commerce: se non vendi, che sito di commercio elettronico sei?

 

Comunque, in questo caso ciò che importa sono le parola chiave/query non tanto con il volume di ricerca medio più alto ma quelle che hanno più possibilità di CTR (Click-through rate) rapportate al margine di guadagno del cliente sul prodotto.

 

Esempio: ho un cliente del settore degli articoli per disabili che è stra-posizionato per le “stampelle” ma a causa di una SERP ricca di elementi, il suo CTR è molto basso e sulle vendite non ha molto margine. Di contro ha molti meno click (e vendite) su “sollevatori per disabili” ma per ognuna di queste vendite guadagna per circa 20-30 stampelle.

 

Senza essere dei matematici (quindi se sei come me) si capisce ugualmente quale sono le query sulle quali farsi trovare.

 

Cosa non è più un obiettivo SEO

Il posizionamento su parole chiave che non portano a uno di questi tre obiettivi non è più un obiettivo SEO “credibile”. Nella peggiore delle ipotesi si tratta di query “al chilo” posizionate tanto per riempire report. Nel migliore si tratta di vanity key, ovvero parole chiave sulle quali essere presenti per brand, senza un effettivo ritorno.

 

Quest’ultimo caso è comprensibile, soprattutto nel caso di top brand che hanno denaro da investire per un discorso di immagine.

Ma tre quarti dei clienti lì fuori vorrà dei risultati. Tocca portarglieli!

E tu cosa ne pensi? Hai identificato altri obiettivi SEO?

 

 

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SEO e Copywriter. Aiuta quotidianamente singoli e aziende a trovare la giusta visibilità sul canale Search del Marketing.

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