Come scrivere un articolo ottimizzato

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Scrivere un articolo ottimizzato per il Web – e in particolare per il canale Search – dovrebbe essere la base di ogni copywriter che si definisca quantomeno 2.0

 

Eppure ogni giorno, nelle autostrade dell’informazione della Rete, passano inosservati una marea di contenuti che nemmeno le masse di disperati del mondo post-apocalittico di Ken il Guerriero.

 

Senza dover per forza tirare su dei muscoli da guerriero di Hokuto, anche il tuo contenuto può dire la sua nella battaglia del posizionamento sui motori di ricerca, che tu debba scrivere per un portale editoriale o la scheda di un e-commerce.

 

Le 7 stelle per scrivere un articolo ottimizzato

Ecco quelli che secondo me sono i 7 punti fondamentali, le vere stelle da seguire, per formare il tuo contenuto come una costellazione luminosa e ben visibile sulle SERP di Google.

 

Piccola premessa: la vera stella polare è trattare ogni singolo contenuto come se dovesse rispondere a un bisogno specifico, alla query – appunto – dell’utente.

 

1. Ottimizzare l’URL.

L’indirizzo della pagina è il primo elemento che il motore di ricerca utilizza per indicizzare – quindi classificare – e posizionare – quindi valutare – il tuo documento/scheda/post/articolo o come preferisci chiamarlo.

Per me l’ideale è un URL parlante, che include la query per la quale ti vuoi posizionare. CMS come WordPress e Joomla ti permettono agilmente di personalizzarla.

 

2. Ottimizzare il Titolo.

Non smetterò mai di ripetere il vecchio adagio di uno dei miei maestri dell’arte arcana della SEO. “Il 50% dell’ottimizzazione sta nel titolo“. E in effetti il titolo è anche quello che prende l’utente, a volte come un pugno nello stomaco (atatatata!) a volte per la gola, a volte per curiosità.

Non vedo nulla di strano anche nell’utilizzare un titolo che guardi finalmente al lettore (ops, utente.. nel Web si parla di utenti, non di lettori!), non è detto che Titolo e URL debbano essere identici, anche se spesso, per pigrizia, succede così.

 

3. Ottimizzare la Description

Uno dei primi refrain che, ad inizio del lavoro da SEO, mi hanno fatto entrare in testa a pressione è stato quello di rendere la meta description una call-to-action di 130-140 caratteri – e qui l’utilizzo di Twitter aiuta tanto la sintesi – per invogliare l’utente a cliccare il tuo risultato direttamente in SERP, anche se posizionato leggermente peggio di un competitor.

La posizione assoluta non conta nulla, contano i click (il rapporto si chiama CTR, Click-Through Rate) che si riescono ad attrarre.

 

4. Ottimizzare l’articolo.

Non scenderò troppo nei dettagli tecnici di come ottimizzare il corpus di un articolo (magari ti può essere utile una guida SEO gratis)  ma ti basti sapere di come un utente, quindi anche tu, usufruisce ogni giorno di un contenuto online: tramite un dispositivo, che sia desktop, tablet, smartphone; che rende scomoda la lettura di blocconi di testo che neanche il Tetris.

Spezza molto, utilizza i titoli di paragrafo (anche qui con le parole chiave, magari correlate che approfondiscono il tema) e cerca di non essere accademico. I tempi di lettura online sono davvero brevi.

 

5. Ottimizzare i link.

Hai presente  Wikipedia? La stella che brilla più nel cielo è proprio l’enciclopedia Open Source più famosa al mondo. Certo, in quel caso specifico ogni tre termini c’è un link, perché l’obiettivo è tenerti incollato nei suoi milioni di contenuti.

Addirittura se stai ottimizzando una scheda di un e-commerce, troppi link potrebbero distrarre dalla CTA principale, ovvero l’acquisto. Ma se inserissi dei link a dei prodotti correlati a quelli che l’utente mette nel carrello?

 

6. Ottimizzare i contenuti multimediali.

Non lesinare mai immagini e se il budget di progetto lo permette, inserisci dei video (ovviamente da YouTube). Il Web è multimediale e soprattutto molto visivo.

Sebbene il testo la facci ancora da padrone, almeno sul canale Search del Marketing, considera sempre di arricchirlo per dare valore aggiunto alla risposta che poni al bisogno dell’utente.

 

7. Non pensare alla SEO.

La SEO è uno strumento, non il fine. Tutte queste attività ti devono servire per essere più visibile con uno scopo ben preciso, quindi alle spalle ci dev’essere un ragionamento di tipo strategico.

Ogni tuo singolo contenuto è un prodotto: sei pronto a metterlo in vetrina?

 

 

E tu cosa ne pensi? Quali altri punti vorresti suggerirmi?

 

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