Arriva il maggiordomo in azienda al servizio degli operai

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Il progetto del maggiordomo in azienda è partito dal Veneto. Il concetto è semplice: si impiega per due giorni alla settimana un disoccupato, per fare la spesa, pagare le bollette, insomma per qualsiasi necessità degli impiegati. Il tutto, prenotandolo con un’app.

La vita in fabbrica sta cambiando. L’ultima novità è il sogno di ogni lavoratore: avere a disposizione a qualsiasi ora un maggiordomo che sbrighi per te le faccende, durante l’orario d’ufficio. Il maggiordomo d’azienda può portare la tua auto dal meccanico o ritirare i vestiti dalla lavanderia. I primi a sperimentare il maggiordomo aziendale saranno i dipendenti della Marcolin, un’azienda veneta che produce occhiali. L’iniziativa fa parte del progetto Smart work, smart life, che ha vinto il concorso della Regione Veneto in tema di smart working e finanziato dal Fondo Sociale Europeo.

Un disoccupato, assunto da una cooperativa di Venezia, si metterà a disposizione di circa 700 dipendenti, per due giorni alla settimana, con lo scopo di aiutarli in varie faccende. I lavoratori potranno prenotare tramite un’app i servizi del maggiordomo. Ma quanto costa quest’operazione, che durerà 18 mesi nella fase di sperimentazione? Per ora, 34 mila euro, coperti dal Fondo.

Oltre al maggiordomo, però, arriveranno anche tante altre iniziative: dal car pooling alla baby sitter a disposizione sul posto di lavoro. Un progetto che, se dovesse funzionare, sarà esteso anche ad altri stabilimenti veneti. Ci guadagnano tutti: i dipendenti, che lavorano con più serenità, ma anche l’azienda. Il welfare aziendale è sempre più considerato infatti un elemento centrale nella pianificazione del business: un lavoratore non stressato e felice rende di più e meglio, con risvolti positivi per la produttività. Senza contare l’aiuto che si dà ai disoccupati del Veneto, una regione che più delle altre ha sofferto la crisi economica.

Come spiegano Milena Cesca (Femca Cisl) e Gianpiero Marra (Filctem Cgil), “anche se la Marcolin è un caso particolare, vista la sensibilità mostrata verso i temi del sociale e della conciliazione famiglia-lavoro, ci sono altre aziende che stanno muovendosi in questa direzione. Una maggior soddisfazione del dipendente, infatti, si trasforma spesso anche in una riduzione di costi e quasi sempre in una maggior produttività».

A utilizzare soprattutto i piani di welfare sono le società di prodotti (38%), quelle di servizi finanziari (20%) e in misura minore quelle del settore media e comunicazioni. Si va dai benefit per l’istruzione (rimborso in busta paga delle spese scolastiche), alla previdenza, ai buoni per l’acquisto di cibo e benzina. Gli strumenti di welfare aziendale, oltre ad aumentare la produttività, sono anche detassati: un vero e proprio vantaggio per l’azienda e per i lavoratori. Anche le PMI credono nelle forme di welfare aziendale, e c’è chi lo propone anche per i lavoratori a Partita Iva. Insomma, si tratta di un fenomeno in continuo mutamento, e che potrà portare non poche novità nel 2017. Sta alle aziende capire come e quando intervenire, in base anche all’età dei suoi dipendenti e dei bisogni che via via si presentano.

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Valeria Martalò

Blogger e Web Writer. Racconta, su Quintuplica, le storie vere di chi ha cambiato vita, grazie a una nuova professione o avviando un'attività.

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