Diventare SEO freelance oggi: una storia di successo

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alessia-martalòMollare il lavoro di ufficio (o quasi), cercare spazi di autonomia, diventare freelance e imprenditori di sé stessi: è possibile? Le storie di successo che vi raccontiamo ogni giorno dimostrano che si può fare, a patto di studiare tanto e di fare sacrifici, seguendo sempre le proprie passioni innate.

C’è chi potrebbe obiettare che la partita IVA è costosa e rischiosa; in realtà, per le start up e i giovani ci sono dei regimi di vantaggio con una tassazione ridotta. Come si fa a fare “il salto nell’ignoto” ce lo spiega Alessia Martalò, una ragazza che ha deciso di diventare libera professionista e specialista SEO: “Ho aperto la partita IVA all’inizio del 2014. Perché? Volevo dare una svolta alla mia vita, provare a mettermi in proprio, provare, come si dice, a diventare l’imprenditrice di me stessa. Ho mantenuto per il momento il lavoro dipendente, con modalità part time, in attesa di poter essere del tutto indipendente”.

Come si diventa SEO e quali sono i lati positivi di questo lavoro? Se lavorate nell’ambito della comunicazione, avrete certamente sentito parlare di Search Engine Optimization, ciò che ci permette di essere visibili sul web. Perché fare SEO è così importante? “Banalmente, essere raggiungibili on line è decisivo. Oggi si utilizza sempre di meno la pubblicità tradizionale – che, tuttavia, ha ancora molta importanza – prediligendo piuttosto l’advertisement online che può essere mirato e allo stesso tempo economico, rivolto ad uno specifico target di utenti. La SEO, in ogni caso, non si riduce esclusivamente a posizionamento organico – che ovviamente è il primo passo – ma mira ad aumentare le conversioni, esaminando nel dettaglio tutto ciò che ha a che fare con il processo di acquisizione, vendita e generazione del lead”.

Continua Alessia: “Il lavoro da consulente SEO freelance mi permette di confrontarmi quotidianamente con tante realtà diverse, a cominciare proprio dalla start up (a dimostrazione del fatto che gli italiani sono molto creativi e intraprendenti!), mi viene in mente per esempio un mio cliente, impegnato nella produzione di tavole da sup innovative e gradevoli esteticamente. E, naturalmente, e-commerce, siti web di professionisti ma anche blog amatoriali”.

Importantissima è ovviamente la comunicazione, in questo tipo di lavoro. Alessia, confrontandosi con tante persone, si è resa conto che i consulenti SEO forse dovrebbero imparare a comunicare meglio con il cliente. Forse, spesso, si è troppo focalizzati sull’utente finale – e su Google, ovviamente – e poco sul proprio cliente. “Io mi sforzo di comunicare nel modo più trasparente possibile, cercando di essere chiara e concisa e fornendo report esaurienti e completi sul lavoro svolto di mese in mese”.

E per chi teme ancora la partita Iva, e non ha il coraggio di cambiare lavoro e di buttarsi in proprio, ecco i consigli di Alessia: “Due considerazioni sulla partita IVA e sul lavoro freelance. All’inizio può spaventare ma ne vale la pena. La formazione conta moltissimo e, naturalmente, all’inizio può essere utile collaborare con qualche web agency, sia per trovare clienti più facilmente, sia per apprendere il più possibile, dal punto di vista del metodo di lavoro e del rapporto con il cliente. Dal punto di vista fiscale, invece, è bene farsi assistere da un bravo commercialista che sappia fugare tutti i nostri dubbi. È decisivo conoscere nel dettaglio le tasse che si andranno a pagare, per evitare brutte sorprese in seguito e soprattutto per dare il giusto prezzo al nostro lavoro”.

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Valeria Martalò

Blogger e Web Writer. Racconta, su Quintuplica, le storie vere di chi ha cambiato vita, grazie a una nuova professione o avviando un'attività.

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