Fare il gelataio in Repubblica Ceca

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Se in Italia non si trova lavoro ed è difficile fare impresa, meglio trasferirsi altrove, magari in Repubblica Ceca. È la scelta che hanno fatto tanti italiani, più o meno giovani, che hanno provato a cercare la fortuna in un paese dell’Est, dove la spinta al miglioramento è più forte.

Oggi raccontiamo la storia di Moreno Faganello, 50 anni, bellunese, che ormai undici anni fa si è trasferito a Brno, in Repubblica Ceca. Lì ha aperto il locale Gelati Eis Cafè. Le cose sono andate abbastanza bene, tanto che, dopo qualche anno, nel 2008 si è stabilito a Praga, dove ha avviato una seconda filiale.

“Sono un amante del gelato e dei dolci in generale – racconta Moreno -. La mia attività lavorativa è sempre coincisa con i dolci. Già da piccolo aiutavo il babbo che aveva un commercio all’ingrosso di gelati. Dirigo due gelaterie, ambedue situate in un centro commerciale. Una si trova nell‘ Obchodní Centrum Arkády a Praga e l’altra in quello di Vaňkovka a Brno. La mia principale attività di gelatiere è qui un po’ ridimensionata dal fatto che in un centro commerciale la clientela richiede una più ampia gamma di prodotti”. Andare all’estero è stata una scelta difficile e sofferta, ma che alla fine si è rivelata vincente.

Moreno ha infatti avuto una proposta di lavoro, anni fa, per trasferirsi: “Non è stata una decisione semplice ma l’istinto mi diceva che era la strada giusta. Era una semplice proposta di lavoro, prendere o lasciare. In quel periodo stavo lavorando in Austria e stavo valutando un’altra opportunità. Posso dire che è andata bene così”. Prima di scegliere di trasferirsi, Moreno ha valutato diversi fattori, analizzando anche la situazione di un suo amico che era andato in Ungheria.

Ma andare via non era facile: Moreno aveva già una compagna di vita, all’epoca, e i due stavano pensando di stabilirsi in Austria. Senza contare che il suo primo figlio era nato da solo qualche mese, e che la compagna, bellunese come lui, non era tanto entusiasta all’idea di trasferirsi in Repubblica Ceca. I figli, per fortuna, erano ancora molto piccoli, e non hanno sofferto troppo i cambiamenti. Ma ogni spostamento è stato per Moreno fonte di insegnamento e di miglioramento personale: dover lasciare tutto in Austria, dove comunque le cose non andavano affatto male, per un salto nell’ignoto è stato un atto di grande coraggio, che oggi non rimpiange.

Ma com’è stato doversi adattare a una nuova vita, e a un nuovo tipo di burocrazia (comunque più snella che in Italia)? “Nei primi anni le pratiche burocratiche erano più semplici, poi le autorità hanno modificato le procedure, rendendole più simili a quelle europee. Non avendo studiato il ceco, mi sono affidato da subito a un consulente finanziario che parla italiano e a cui faccio riferimento ancora oggi: una mossa che consiglio agli investitori italiani, perché le ‘scartoffie’ portano via molto tempo. Il mio unico problema è rappresentato dal personale. La disoccupazione a Praga è pari quasi a zero, a volte mi capita di assumere giovani inadatti, ma lo faccio perché ho bisogno di collaboratori”.

Ciò che ha colpito molto Moreno della Repubblica Ceca è la costante spinta al miglioramento: qualcosa che, forse, in Italia abbiamo perduto da tempo.

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Valeria Martalò

Blogger e Web Writer. Racconta, su Quintuplica, le storie vere di chi ha cambiato vita, grazie a una nuova professione o avviando un'attività.

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