In Italia c’è troppo stress: fuggiamo in Marocco!

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La storia di successo di oggi racconta, come spesso accade, di una famiglia italiana che ha deciso di trasferirsi all’estero per seguire un sogno, e spesso per provare a vivere in modo diverso da come facciamo qui nel Bel Paese. I protagonisti di oggi sono Francesca Coppellotti, 37 anni, emiliana, e Maurizio Pinto, il suo compagno, che da tre anni hanno aperto la loro attività a Essaouira, cittadina di 70mila abitanti e importante meta turistica in Marocco.

Molti hanno criticato la loro scelta di partire e di aprire un’attività all’estero, ma alla fine questa decisione si è rivelata vincente. Francesca e Maurizio hanno aperto una yogurteria biologica: “Qui la vita è come quella in Italia ai tempi dei miei nonni”, raccontano. Essaouira è una cittadina affacciata sull’Atlantico, meta preferita dai turisti. La loro attività, YooAfrique, è un laboratorio fondato sul natural food, con la creazione di diversi brand originali, snack vegetariani e alla frutta, il tutto il più naturale possibile.

“Abbiamo fatto indagini di mercato – racconta Francesca – Essaouira è una città molto turistica: così ci siamo concentrati su questo settore. Il cibo è quello che cercano. Il commercio funziona bene”. Dopo il calo fisiologico dovuto agli attentati terroristici, ora la loro attività va più che bene. I due in Marocco apprezzano soprattutto la vita semplice e tranquilla, anche se non è così ovunque: “Nelle grandi città si vive in maniera caotica e stressante, proprio come in Italia”, continua Francesca.

I due vivono semplicemente, non hanno una macchina, si spostano a piedi o in taxi, e acquistano solo beni di prima necessità. “Ogni volta che rientro la prima cosa che noto è lo stress – racconta Francesca – In Italia ci riempiamo le giornate da mattina a sera. Corriamo dietro alle cose invece di affrontarle con le giuste tempistiche. È proprio qui che ho imparato a gestire io il mio tempo”.

Francesca, inizialmente, pensava di tornare in Italia dopo qualche anno, ma si è accorta con il tempo che la nostra società non le va giù. “Vedo molti che si lamentano e pochi che propongono soluzioni. Vedo gente volenterosa che fatica ad arrivare a fine mese. Vedo giovani che non hanno obiettivi e altri che non riescono a raggiungerli. La mia generazione è la prima dal dopoguerra a vivere in condizioni peggiori di quelle dei suoi genitori”.

Il costo della vita in Marocco è basso, se si riesce a vivere come i marocchini. Gli affitti ad Essaouira sono quelli di una piccola città di provincia italiana; i costi dei prodotti importati però sono piuttosto alti. La situazione sanitaria, però, non è il massimo: c’è un solo ospedale.

Gli affari vanno bene, la loro è l’unica yogurteria e uno dei pochissimi locali vegetariani. La burocrazia non è stata un problema: l’iter da seguire era imile a quello italiano. Obiettivi? Per ora non hanno nessun progetto a lungo termine. “La cosa certa è che, sia in Marocco che in Italia, voglio una vita tranquilla, senza troppe pretese, a contatto con la natura”.

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Valeria Martalò

Blogger e Web Writer. Racconta, su Quintuplica, le storie vere di chi ha cambiato vita, grazie a una nuova professione o avviando un'attività.

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