In Italia faceva il ricercatore, ora è un professore ordinario in Inghilterra

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alfredo-de-massis-krie-672x351ilsole24ore-webTra le storie di successo che più ci piacciono ci sono quelle dei ricercatori italiani che hanno trovato il loro posto nel mondo all’estero, non un posto qualsiasi, ma il primo posto. Purtroppo c’è un’intera generazione che ha lavorato sodo per portare a termini gli studi e che ha una naturale propensione per la ricerca che non riesce a trovare spazio nelle università italiane. Probabilmente anche tu hai un amico che spera che il vecchio professore vada in pensione perché è stanco di fare il suo portaborse e nel tempo libero lavora ad un progetto di ricerca interessante.

Le università italiane sono a numero chiuso, ma il livello di istruzione è così elevato che quelle straniere fanno a gara per assumere esperti. Una delle discipline più interessanti è il Family Business, ovvero lo studio delle imprese familiari che vive un vero e proprio boom nei paesi più avanzati.

Alfredo De Massis era un ricercatore dell’Università di Bergamo. Oggi a 36 anni ricopre il ruolo di professore ordinario alla Lancaster University Managers School. Devi sapere che solo il 5% degli studenti che fa domanda di ammissione viene accettato. I dottorandi di ricerca hanno lo stipendio pagato per 3 anni e poi gli altri paesi ne usufruiscono. Se ci pensi è una grave perdita anche perché i progetti dei ricercatori sono molto ambiziosi. Purtroppo il nostro paese ha posizioni troppo rigide e spesso accade che il merito e il talento non vengano riconosciuti.

Alfredo De Massis però ha deciso di non lasciare la laurea in ingegneria gestionale nel cassetto e dopo il dottorato di ricerca al politecnico di Milano è riuscito ad arrivare al top della sua carriera in soli 8 mesi. Qualcuno gli ha spifferato che all’università di Lancaster cercavano un direttore per il centro di Family Business e che volevano assumere 200 professori specializzati. Ha sostenuto 15 colloqui in una settimana ed ha ricevuto un’offerta come professore straordinario. Come abbiamo detto poco fa, in 8 mesi ha conquistato la cattedra da ordinario grazie al suo talento e a 8 lettere di raccomandazione da professori esperti nel campo.

De Massis non nasconde che gli manca l’Italia, ma qui è tutto fermo e spera che ci siano dei segnali di cambiamento che gli consentano di ritornare. “Lo Stato italiano paga uno stipendio ai dottorandi di ricerca per tre anni, ma poi altri Paesi usufruiscono di quel talento. Se lo guardiamo come conto economico, è una mossa in perdita. Chi ha progetti ambiziosi e voglia di esprimersi, purtroppo considera la possibilità di andarsene”, racconta Alfredo al Sole 24 Ore. “Visto da lontano, il nostro Paese è talvolta fermo e arroccato su posizioni che non esistono in altre parti del mondo (anche se per fortuna ci sono eccezioni virtuose anche nell’accademia italiana). Nelle Università straniere, c’è un viavai di eccellenze. Si fa recruiting solo in base a merito e talento”.

All’estero, continua Alfredo, funziona tutto per meritocrazia. C’è un’attenzione particolare per la ricerca, e per avanzamenti di carriera è importante fare pubblicazioni su riviste di alto livello scientifico. Nessuna raccomandazione, dunque, ma solo tanto impegno e tanta voglia di andare avanti.

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Valeria Martalò

Blogger e Web Writer. Racconta, su Quintuplica, le storie vere di chi ha cambiato vita, grazie a una nuova professione o avviando un'attività.

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