La scuola di effetti speciali che fabbrica sogni e mostri

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Le eccellenze e le scuole di eccellenza esistono anche in Italia, anche se se ne parla poco. Pochi, ad esempio, conoscono Bigrock, una fabbrica di sogni e mostri che insegna a utilizzare la computer grafica. Da qui, in una cascina del Trevigiano, partono tutti gli effetti speciali che poi vedremo al cinema.

Marco Savini, patron della scuola di computer grafica, afferma: “Ormai il 99 per cento dei lungometraggi ad alto contenuto di effetti speciali ha un nostro corsista nei titoli di coda”. Un bel risultato, per un’eccellenza nata dal nulla, cresciuta con il passaparola. Si tratta di una vera e propria scuola di cinema, che accoglie 120 ragazzi in una cascina circondata dal bosco. “Il 70 per cento dei nostri ragazzi trova un posto di lavoro entro sei mesi“, continua Savini, con sicurezza. Degli altri, dice che pochi restano con le mani in mano: la scuola di cinema ti spinge sempre a fare nuove esperienze, magari un viaggio, per scoprire che la tua strada nella vita è un’altra.

Bigrock fa parte della famiglia di H-Farm, la cittadella hi-tech nata in provincia di Treviso che ospita più di 500 persone. Una vera e propria eccellenza, in un contesto, quello del Nord-Est, che troppo spesso associamo alla crisi e alla chiusura di tante fabbriche. Le materie, nella scuola di Bigrock, si dividono in evergreen e new entry: tra le prime troviamo le ossa, la modellazione dei personaggi, il compositing per inserire un personaggio 3D in una scena reale. Tra le seconde c’è l’arte di creare i peli, la riproduzione 3D di rami e fogliame.

E dopo sei mesi di studio maniacale, i ragazzi sono pronti per spiccare il volo. Come Karin Kempf, che è partita per diventare una star dell’animazione con all’attivo i film Cattivissimo me e Iron man, o ancora Marco D’Ambros, che a Londra ha lavorato agli effetti speciali di Animali fantastici e dove trovarli.

Il costo? Sei mesi valgono settemila euro, senza borse di studio. Non sono certo pochi, ma a molti ragazzi hanno cambiato la vita. “Siamo in mezzo al nulla e non facciamo niente per farci conoscere. Nessuna pubblicità, zero. Chi vuole studiare da noi ci deve scoprire, solamente così si capisce se è davvero interessato a questo mondo”, racconta ancora Savini. Per qualsiasi film recente di animazione, lo zampino di qualche studente di Bigrock c’è sempre. Inside Out? “Pixar. Lì lavorano cinque nostri ex studenti”. Star Wars? “Sì. Ci siamo”, risponde.

Ogni due settimane c’è un compito da consegnare. Il giorno prima della scadenza di una consegna, forse un po’ diabolicamente, Savini racconta che a tutta la scuola viene tolta la corrente elettrica. Il motivo? “Se ci si riduce all’ultimo giorno quando se ne hanno avuti quindici per portare a termine il proprio progetto significa che si è poco responsabili”. Un metodo forse un po’ “militaresco”, ma che sta dando grandi risultati. “Non vogliamo formare soltanto disegnatori capaci, ma anche brave persone, in grado di lavorare in gruppo senza farsi la guerra, di risolvere i problemi, di lasciarsi guidare dal proprio superiore senza protestare. È questo che cercano aziende come Pixar, Disney o Paramount nei loro dipendenti”.

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Valeria Martalò

Blogger e Web Writer. Racconta, su Quintuplica, le storie vere di chi ha cambiato vita, grazie a una nuova professione o avviando un'attività.

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