L’agricoltura del futuro: senza terra e con poca acqua

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12-14-50basilico-cocco-perliteOrmai stiamo assistendo ad un passo indietro nel futuro. I giovani sono ritornati a coltivare la terra con strumenti hi-tech e con il concime dell’innovazione. Purtroppo sono pochi i terreni adatti ad ospitare delle piantagioni, inoltre è sempre più necessario risparmiare risorse importanti come l’acqua.

Fabio Monteleone ha deciso di fare delle ricerche sul web. Studia Architettura al Politecnico di Milano ma ha l’agricoltura nel DNA. Ha scoperto per caso l’aeroponica, un sistema di coltivazione senza la terra. Le piante si sviluppano grazie alla nebulizzazione dell’acqua che consente di ridurre del 90% gli sprechi, inoltre la produzione è doppia rispetto ai metodi tradizionali. Con due amici ha provato a sfruttare le potenzialità di questa tecnica realizzando Ortocubo.

Il cubo può ospitare piante che non superano 1 metro di altezza come zucchine, pomodori, peperoni, broccoli, cavolfiori e altri ortaggi. La struttura è dotata di un dispositivo con tutti i valori su umidità, luminosità e temperatura che possono essere modificati in base alla pianta. I cubi si possono impilare per creare un orto verticale.

Sai perché ti abbiamo raccontato proprio questa storia? Fabio e i suoi amici hanno ricevuto un sacco di porte in faccia ma, dopo aver partecipato a Shark Tank (il reality di Italia1 in cui investitori e startupper si incontrano) hanno ricevuto un finanziamento di 50mila euro per perfezionare il prototipo e immetterlo sul mercato. Leggi un po’ tutte le caratteristiche su http://www.ortocubo.bio/.

Stefano Mancuso invece ha coordinato un team di agronomi e architetti per realizzare JellyFish Barge. Il congegno dallo strano nome è una serra galleggiante che si può posizionare nei pressi delle coste. Per funzionare sfrutta l’energia solare, del vento e delle onde. L’acqua conserva un certo grado di salinità ed è arricchita con altre sostanze nutrienti, fondamentali per il corretto sviluppo delle piante. Il progetto è stato finanziato dalla Regione Toscana e da una banca per un investimento totale di 250mila euro. L’obiettivo finale è quello di lanciare delle piattaforme adatte ad ospitare almeno 1000 piante. Jellyfish Barge è arrivata anche in finale al premio delle Nazioni Unite “Unece Ideas for Change Award” dedicato alle sfide ambientali.

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Valeria Martalò

Blogger e Web Writer. Racconta, su Quintuplica, le storie vere di chi ha cambiato vita, grazie a una nuova professione o avviando un'attività.

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