L’Apple Watch ha qualcosa di italiano

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adriano-farano-watchupDietro l’Apple Watch si nasconde una bellissima storia di successo tutta l’italiana. Lo smart watch è l’ultima creazione della casa di Cupertino, recentemente sbarcata sul mercato nazionale. Il lancio è stato accompagnato da uno spot che punta molto sul fattore emozionale, in pratica tutto il “peso” del mondo poggia sul vostro polso.

Tra le varie app disponibili per il device ce n’è una studiata per filtrare e organizzare le news delle principali testate giornalistiche a livello mondiale. Watchup è stata sviluppata da Adriano Farano, un 34enne partito dall’Italia. La sua storia è simile a tante altre che ti raccontiamo ogni giorno. Qui era uno sconosciuto, a San Francisco invece è considerato uno degli startupper più interessanti. Per realizzare Watchup ha raccolto 4,5 milioni di dollari e ha convinto persino la Microsoft a finanziarlo.

Apple Watch è disponibile in 3 versioni: quella sport, quella watch e quella edition. I materiali con cui è stato realizzato sono alluminio, acciaio inox e oro, i cinturini invece sono di gomma, pelle e metallo e sono di vari colori. Anche per le dimensioni si può scegliere tra quella con casa da 38mm o da 42mm. Con Apple Watch si possono anche fare e ricevere chiamate, mandare messaggi, utilizzare i social network.

Secondo Google, Watchup è una delle migliori app perché consiste in una sorta di alerts personalizzato sui contenuti più interessanti e selezionati dall’utente senza dover saltare di app in app. L’aspetto più interessante è legato alla multimedialità perché c’è una selezione mirata di contenuti video e audio provenienti dalle testate internazionali. Watchup è disponibile anche in italiano ed è completamente gratuita! Tutti i ricavi provengono dalle pubblicità.

L’idea è nata nel 1989, quando era ancora un bambino. In televisione stavano dando la notizia del crollo del muro di Berlino. Nessuno dei suoi compagni di scuola l’aveva sentito, quindi iniziò a mettere insieme delle notizie sull’argomento e fondò un giornalino che vendeva a 500 lire. In breve tempo riuscì a coinvolgere quattro bambini che sapevano scrivere e disegnare ma la maestra si accorse di tutto e gli vietò la pubblicazione. Probabilmente in America Adriano avrebbe ricevuto un premio per un’operazione del genere.

Nel 2010 Adriano vince una borsa di studio per l’università di Stanford grazie all’esperienza di Babel, un giornale multilingue con 35 redazioni sparse per il vecchio continente. È partito con la sua famiglia per quest’esperienza di 1 anno e ne ha approfittato per lavorare al progetto di Watchup. All’inizio gli incontri con i finanziatori sono andati male, ma non ha mollato. L’ex Direttore del Wall Street Journal faceva il tifo per lui ed è stato uno dei primi finanziatori del progetto. Poi le cose sono cambiate perché nella Silicon Valley la parola chiave è collaborazione.

“Per la Silicon Valley ero un ragazzo italiano arrivato dal nulla. Non conoscevo nessuno e dovevo dimostrare di avere le carte in regola. Il mio era un problema di credibilità. La competizione qui è altissima: anche se è la Mecca dell’accesso al credito, solo una startup su 300 riesce a ottenere finanziamenti” racconta Farano in un’intervista a IlSole24Ore.com. Eppure lui ce l’ha fatta!

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Valeria Martalò

Blogger e Web Writer. Racconta, su Quintuplica, le storie vere di chi ha cambiato vita, grazie a una nuova professione o avviando un'attività.

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