L’azienda che ha regalato due mensilità ai dipendenti

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convertSi tratta di una bella storia di successo e di condivisione dei risultati, tutta italiana, che tutti i maggiori giornali italiani hanno riportato negli scorsi giorni. Un’azienda ha triplicato il suo fatturato e ha premiato tutti i dipendenti con due mensilità in più: un premio per lo sforzo che tutti gli impiegati, dal primo all’ultimo, hanno profuso nel miglioramento costante del loro lavoro.

I ricavi sono triplicati in poco tempo, va detto, anche a investimenti in ricerca e sviluppo e internazionalizzazione, che la Convert, società romana che opera nel settore delle energie rinnovabili, ha voluto da sempre integrare nella propria strategia di lavoro. “I dipendenti – afferma Giuseppe Moro, presidente e fondatore dell’azienda – sono la nostra vera ricchezza, se chiediamo il loro impegno per raggiungere obiettivi e li raggiungiamo trovo naturale che vadano ricambiati”. Moro era già salito agli onori delle cronache nel 2012 perché aveva pagato l’Ici-Imu prima casa ai suoi dipendenti (tranne i dirigenti, ovviamente e giustamente), dando priorità a quelli con figli a carico. Nel 2016 si è chiuso l’anno con il 300% in più di ricavi (circa 43 milioni), e l’azienda si è ricordata ancora una volta dei suoi dipendenti.

Oggi l’azienda romana è specializzata nel fotovoltaico, e di recente ha brevettato il tracker Trj, una struttura che permette ai pannelli di allinearsi alla posizione del sole nel corso della giornata. “Quest’anno abbiamo fatto uno sforzo enorme per produrre e consegnare 500 Mw di prodotto che significa aver fornito una copertura per impianti di circa 1000 ettari. Abbiamo prodotto e consegnato circa trentamila tonnellate di acciaio, cinquemila quadri elettronici di controllo e cinquantamila azionatori/motori”, ha continuato il presidente. Uno sforzo enorme, appunto, che però ha dato i suoi frutti, e per una volta di questi frutti hanno potuto godere tutti i dipendenti.

Giuseppe Moro ha 69 anni; dopo il diploma aveva cominciato a lavorare con Siemens, poi si è occupato della progettazione di linee dell’alta tensione in Australia, e infine è tornato in Italia, fondando la Convert nel 1981. Nel 1993 si è laureato in Business Administration alla Kensington University in California. Una storia davvero interessante, la sua, che lo ha portato a creare un’azienda di successo e a dare lavoro a tante persone nel nostro paese.

Tutti hanno lodato Moro per il suo gesto, in tempi di crisi, ma lui non lo reputa qualcosa di così eroico:  “Non è un fatto così eccezionale. Mio padre già nel 2012 aveva deciso di pagare l’IMU ai dipendenti, esclusi i dirigenti. Poi c’è stata una brutta crisi per vari motivi, ma ci siamo rialzati un paio di anni fa lavorando soprattutto all’estero. E visto che tutti si sono impegnati per questo, ci è sembrato giusto premiare i nostri collaboratori”.

Cosa consiglia Moro a chi cerca lavoro?  “Io prima di lavorare in azienda mi sono fatto le ossa in altri posti. Vedo tante persone con la laurea perdere il lavoro. E’ triste ma lamentarsi non serve. Certo ci vuole anche un po’ di fortuna, credo però che essere positivi sia un’arma importante”. E infine: “Credo che la reputazione sia più importante del denaro e quindi mi fa molto piacere. C’è tanto lavoro da fare e l’obiettivo è continuare a lavorare bene”.

In azienda, secondo questo imprenditore illuminato, l’arma vincente è l’amore tra le persone, senza competitività.

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Valeria Martalò

Blogger e Web Writer. Racconta, su Quintuplica, le storie vere di chi ha cambiato vita, grazie a una nuova professione o avviando un'attività.

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