Le app educative che sfondano sul mercato

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Tutto, per Cristina Angelillo, è iniziato con una gravidanza a rischio, che l’ha costretta a letto. “Mi sono resa conto che la mia vita non mi piaceva. Dovevo fare qualcosa”, afferma Cristina, che dopo meno di tre anni ha realizzato un’azienda tra le più quotate in Italia nello sviluppo di app educative per piccoli, dai 3 agli 11 anni. Oggi Marshmallow Games registra oltre 150 mila download, 30 mila utenti attivi al mese, una decina di applicazioni sviluppate anche per Tim, ActionAid e Clementoni.

Cristina è un ingegnere delle telecomunicazioni che un tempo progetta hardware. “Saranno stati gli ormoni della gravidanza a spingermi verso due passioni antiche: i bambini e la didattica”. Cristina ha avuto così il coraggio di lasciare il suo lavoro a tempo indeterminato per lanciarsi nell’avventura della società, con al suo fianco il compagno Massimo Michetti, ingegnere informatico, e il fratello Davide Angelillo, laureato in economia. La primissima app l’ha realizzata Cristina da sola, pur non avendo mai disegnato in vita sua. Il compagno la sera tornava a casa e la aiutava nell’ideare il progetto, e pian piano la loro società ha preso forma.

A loro, poco dopo, si è aggiunta Marianna Pappalardi, logopedista. Nel 2014 la società ha vinto un bando della Camera di commercio di Bari, poi un concorso di Tim che gli ha permesso di trasferirsi per 5 mesi a Milano, e l’anno scorso infine è arrivato il finanziamento del fondo investimenti creato dopo la trasmissione Shark Tank di Italia 1. Oggi sono in dieci nella società, più la “stress tester” Giorgina che prova le app per prima insieme a un centinaio di coetanei baresi. Sono diversi, inoltre, gli istituti per l’infanzia che hanno stretto una proficua collaborazione con la Marshmallow Games.

Nell’ultimo periodo, questi innovativi creatori hanno lavorato a StreetMusic academy, che si rivolge anche agli adulti. È uscita il 16 febbraio e in sole 24 ore è stata scaricata su 30 mila dispositivi in tutto il mondo. L’app “nasce dall’idea che la musica è ovunque: nei rumori che ascoltiamo per strada, negli oggetti di uso quotidiano”. Le app di Marshmallow Games sono davvero tantissime e di ogni tipo: si va dall’app di astronomia dedicata al sistema solare, a quella che offre mini-racconti per imparare la matematica, e così via.

Racconta ancora Cristina: “Prima che nascesse mia figlia vedevo il potere di attrazione che i dispositivi mobili hanno sui bambini. E anche adesso da madre non credo che siano il male assoluto. Sta a noi genitori e in generale agli adulti affiancare i percorsi educativi ed evitare gli abusi. Il mondo sta andando in una direzione e noi abbiamo il dovere di dare ai nostri bambini gli strumenti per orientarsi e stargli accanto mentre lo fanno”.

Le app di Marshmallow Games, infatti, prevedono sempre anche il coinvolgimento dei genitori, con un’area dedicata in cui monitorare la navigazione e i progressi: per entrarci bisogna risolvere un’operazione matematica complessa, per far sì che i piccoli non possano avervi accesso. Nel 2016 la società ha chiuso con un fatturato di 130mila euro e varie consulenze. L’ultima arrivata è Marta Zamparelli, 29 anni, che arriva da Pisa. Dopo uno stage di sei mesi, è ora felicemente assunta.

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Valeria Martalò

Blogger e Web Writer. Racconta, su Quintuplica, le storie vere di chi ha cambiato vita, grazie a una nuova professione o avviando un'attività.

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