Miracle Messages, i senzatetto fanno gli auguri in rete

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Si chiama Miracle Messages il progetto di un attivista, che ha voluto far ritrovare il calore degli affetti perduti a tanti senzatetto. L’idea è nata da un 31enne americano, Kevin F. Adler, che vuole dare speranza ai senzatetto di San Francisco, utilizzando la tecnologia e le piattaforme social. Kevin ha già tanti volontari che lo aiutano: il loro scopo è realizzare dei piccoli video-appelli da far girare in rete per ricongiungersi con i familiari ormai persi di vista.

“Sono tante e complicate le ragioni che spingono alla vita in strada: sfratti, malattie mentali, tossicodipendenza, violenza domestica, perdita del lavoro, spese mediche, e altro ancora”, racconta Adler. Ma ciò che li accomuna tutti è il sentirsi davvero un senzatetto quando perdono i contatti con i familiari. “Una grande parte di loro si rende conto della nuova situazione solo quando smette di sentire, per sempre, i membri della famiglia. E spesso, allora, è troppo tardi per tornare indietro”.

Così, Kevin ha pensato di rompere questo meccanismo della solitudine, rimettendo in contatto i senzatetto con i loro familiari. A ispirare Kevin è stata la storia di suo zio Mark, malato di schizofrenia, che ha vissuto 30 anni per strada, morendo a soli 50 anni. “Mark era mio zio. L’anno prima di morire mi ha dato una ‘eagle bandana’ per il mio compleanno. Era un uomo che,nonostante la sua sfortuna, amava il suo Paese”. Così, a questo ragazzo è venuta l’idea di girare dei video-messaggi, dei “messaggi miracolosi” che, messi in Rete, potevano davvero fare la differenza. I risultati non hanno tardato.

Jeffrey, il primo ad aver inviato l’appello, dopo solo tre settimane ha ritrovato sua sorella, dopo 20 anni. Poi c’è Perry, che ha potuto riabbracciare suo figlio dopo 18 anni, e così via. Il 40% dei messaggi si è concluso con un riavvicinamento, restituendo una famiglia a chi viveva solo e per strada.

Adesso l’obiettivo di Adler è ancora più ambizioso: allargare il suo raggio d’azione e riunire alla famiglie, entro il 2021, l’1% dei 160 milioni di senzatetto di tutto il mondo!

La storia di Adler dimostra come, anche con poco, è possibile cambiare il mondo e la vita di qualcuno, utilizzando la propria intelligenza e un pizzico di tecnologia. Kevin è riuscito a dare speranza, una nuova vita e una nuova famiglia a centinaia di persone, che pensavano di aver perso tutto, e di dover morire per strada.

Ma cosa fanno i volontari di Kevin, concretamente? C’è chi passa le giornate in strada intervistando e tenendo compagnia ai senzatetto: “I nostri ragazzi passano tante ore davanti al computer a cercare connessioni, parenti. A riallacciare i fili di storie perdute”. E nel caso ci riescano fanno solo una richiesta ai familiari: un video di risposta al primo appello. In seguito, i due potranno vedersi e ricongiungersi, se lo desiderano. Nella maggior parte dei casi questo avviene: l’allontanamento dalla famiglia avviene contro la propria volontà, per un divorzio, un licenziamento o altri drammi familiari.

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Valeria Martalò

Blogger e Web Writer. Racconta, su Quintuplica, le storie vere di chi ha cambiato vita, grazie a una nuova professione o avviando un'attività.

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