Intervista a Stefano Mini, imprenditore, marketer e coach di inglese

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Oggi abbiamo il piacere di ospitare su Quintuplica Stefano Mini, imprenditore e amico (e insegnante di tennis) che a soli 26 anni ha creato un business online che aiuta migliaia di persone a imparare l’inglese grazie ad un innovativo sistema di apprendimento.

Leggi tutta l’intervista perchè racchiude tantissimi spunti e consigli per ottenere successo con un business online. Imparare l'inglese

1) Ciao Stefano, a soli 26 anni sei diventato un coach che insegna l’inglese a migliaia di persone ogni anno, l’avresti mai detto 10 anni fa?

Ciao Adriano. Oddio, 10 anni fa io a mala pena l’inglese lo parlucchiavo, figuriamoci immaginare che insegnare l’inglese sarebbe diventato il mio lavoro!

È successo tutto per caso: stufo dei solito corsi d’inglese tradizionali, mi sono impuntato a voler imparare l’inglese da autodidatta, da casa.

Negli anni ho sviluppato un sistema molto diverso da quello che viene insegnato di solito, e insegnandolo ai miei amici ho scoperto essere molto, molto più efficace.

Così ho iniziato a venderlo, e nel corso degli anni ho continuato a far crescere il progetto.

Di sicuro le mie conoscenze nell’ambito marketing e gestione aziendale hanno aiutato molto, ma questa crescita mi ha fatto capire un paio di cose che dovrebbero tenere a mente tutti gli imprenditori in erba:

  1. Il miglior momento per mettersi in gioco è un anno fa.
  2. Il secondo miglior momento è adesso.

Io ho iniziato a imparare l’inglese seriamente a 15 anni, da autodidatta.

Undici anni dopo, eccomi a fare un’intervista per Quintuplica.

Non sai mai quali opportunità si celano nel futuro, e l’unico modo per approfittarne è percorrendo strade mai battute.

La seconda, collegata, è che un buon generale scende in trincea.

Vedo troppi imprenditori che parlano, ma non fanno seguire l’azione alla parola.

Siamo tutti capaci di creare il prossimo Facebook o la prossima Apple nella testa, ma solo Mark Zuckerberg o Steve Jobs riescono a farlo veramente.

L’unico modo per avere successo come imprenditore è partire dal basso e crescere passo dopo passo, perché solo così si può avere idea di come funziona veramente il mercato in cui si vuole entrare.

Parlare meno e agire di più, l’esperienza viene fallendo più e più volte.

Io ho iniziato imparando l’inglese molto prima che mi venisse l’idea di insegnarlo.

Ho provato sulla mia pelle la frustrazione di chi spende un sacco di soldi (anche migliaia di euro) in corsi inutili e noiosi, so cosa significa rimanere con la faccia da pesce lesso quando un inglese ti chiede indicazioni per strada.

E ho percorso la strada che mi ha portato da inglese scolastico a praticamente madrelingua, incluse tutte le difficoltà che uno studente è destinato a incontrare.

Conoscere il mio mercato a questo livello di profondità mi ha permesso di creare un prodotto (e un successivo marketing) che si adattasse perfettamente ai bisogno delle persone, e questo è stato un aspetto cruciale del mio successo imprenditoriale.

2) Come è nata la tua passione per l’inglese e quando?

Con internet. Ormai, anche in Italiano su internet si può trovare una marea di materiale. Non quanto se ne trova in inglese, ma un buon quantitativo.

Nel 2005 la situazione era un po’ diversa.

Certo, tutti conoscevano internet ed erano nati diversi siti web, ma il 99% della rete parlava inglese.

Quindi se volevo leggere siti internet riguardanti i miei hobby, dovevo iniziare a capire l’inglese.

Non avevo scelta.

All’inizio ho usato solo Babelfish (l’antenato di Google Translate), poi con il passare dei mesi e degli anni ho iniziato a parlare inglese sempre meglio, fino a diventare fluente.

Non è stata una passione che mi ha portato a imparare l’inglese, ma una necessità.

Ho capito che l’inglese era fondamentale per costruirmi un futuro nel mondo, e ho avuto la fortuna di scoprire questo sistema efficace per impararlo.

Più passano gli anni, e più diventa palese che la lingua inglese sia indispensabile nel mondo del lavoro e non solo.

Il pianeta si sta globalizzando, grazie a internet e al costo irrisorio di viaggiare rispetto a qualche decennio fa.

Per questo insegnare l’inglese è diventata la mia missione: non concepisco che una competenza così importante sia ancora insegnata con metodi così arcaici e inefficaci, basta vedere il livello di conoscenza dell’inglese della maggior parte degli italiani per rendersi conto che è in corso una grave epidemia di analfabetismo linguistico.

3) Hai avuto subito successo o hai prima fallito?

Dipende dai punti di vista.

La prima versione completamente online di Inglese Dinamico è stata pubblicata nel 2013, e ha subito riscosso un discreto successo relativamente a quello che avevo fatto online fino a quel momento.

All’epoca lavoravo come cameriere negli Stati Uniti, e anche solo quei mille o duemila euro in più al mese facevano comodo.

Da lì Inglese Dinamico è cresciuto, ma in maniera incrementale e non radicale.

Mi sono dedicato ad altri progetti sul mio blog, Mindcheats.net, che sono stati (quelli sì) un fallimento.

La vera esplosione è avvenuta quando ho capito una delle lezioni più importanti nel mondo dell’imprenditoria: ascolta il tuo mercato.

Fino a quel momento ho creato e pubblicizzato corsi che pensavo la gente volesse.

Ma quei corsi vendevano poco mentre Inglese Dinamico, che avevo praticamente abbandonato, vendeva più di tutti gli altri prodotti messi assieme.

Quindi ho guardato i numeri e ho capito: il mercato mi sta dicendo che vuole comprare un corso d’inglese, e io per quasi due anni l’ho ignorato.

Ho preso Inglese Dinamico, l’ho rifatto da zero, e ho iniziato a premere sull’acceleratore con il marketing: ci ho messo tre mesi a trovare il sistema migliore per venderlo, ma da lì in poi è stato un successo che continua ancora adesso.

La lezione per gli astri nascenti dell’imprenditoria è: prendi quello che sta funzionando adesso, e miglioralo.

Non ha senso partire ogni volta da zero, è molto più semplice ed efficace espandere il proprio business costruendo sulle basi dei successi già ottenuti.

4) Quali obiettivi ti poni per i prossimi 10 anni invece?

Se penso ai miei obiettivi a 10 anni, ai miei sogni e le mie aspirazioni, il successo imprenditoriale è ben lontano dal primo posto.

Come imprenditori, spesso ci dimentichiamo che il successo non si misura in totale del venduto, in utile netto o valore sul mercato.

Non si misura in Ferrari in garage, o in foto sulla copertina dell’Harvard Business Review.

Il vero successo si misura nella felicità che un business ben funzionante può portare: meno tempo passato a lavorare, meno stress sui soldi, sul capo che rompe le scatole e sui colleghi opportunisti.

Il bello di essere imprenditore è che ti puoi veramente godere i soldi che guadagni nel modo che preferisci.

Quindi il mio obiettivo nei prossimi 10 anni non riguarda tanto il guadagnare di più, quanto l’usare i soldi che guadagno nel miglior modo possibile per realizzare i miei obiettivi personali.

Certo voglio ancora crescere sul fronte lavorativo, ma non è il mio obiettivo, bensì un mezzo.

Tutta questa premessa per dire che il mio obiettivo da qui a 10 anni è trasferirmi in Alaska e aprire un allevamento di cani da slitta, una passione che mi porto dietro già da qualche anno.

Nulla che abbia a che fare con il business.

5) Consigli 5 libri che sono stati importanti nella tua crescita imprenditoriale alla community di quintuplica?

Di libri sull’argomento internet marketing ce ne sono un’infinità, alcuni molto simili fra loro.

Voglio consigliare qualcosa di un po’ diverso in questa intervista.

Il primo libro è “Marketing management” di Philip Kotler, il libro da cui deriva tutto il marketing moderno.

Tutte le strategie pubblicitarie e di marketing che si incontrano online derivano, in un modo o nell’altro, da Kotler.

Leggere, anzi studiare questo libro è un prerequisito necessario per diventare veramente bravi nel settore.

Ed essendo un libro, costa molto meno rispetto a corsi di marketing “avanzati” che a volte vedo proposti per la rete.

Il secondo è un libro teorico, “L’economia a fumetti. La macroeconomia“.

A discapito del nome, è un manuale completo e semplice da capire sulla macroeconomia, il livello più alto dell’economia.

Conoscere la macroeconomia è indispensabile per capire le forze di mercato che stanno dietro all’imprenditoria, e influenza scelte come la politica economica e finanziaria dei governi.

Strumentale per la formazione a tuttotondo di un imprenditore di carriera.

Il terzo è il fratello del precedente, “L’economia a fumetti. La microeconomia“, per la stessa ragione.

La microeconomia si occupa di capire, a livello quantitativo, da cosa vengono influenzati i comportamenti di acquisto delle persone.

Indispensabile per poter veramente capire il marketing, e prendere decisioni con una concezione di causa.

Con il quarto libro scendiamo nell’Internet Marketing: “Ask” di Ryan Levesque, che propone un sistema alternativo al classico “squeeze page con opt in” per acquisire nuovi clienti.

Lo consiglio perché riassume in maniera pratica e digeribile concetti complessi di psicologia, statistica e marketing, e li distilla in un sistema pratico ed efficace che può essere utilizzato dagli imprenditori online.

Chiudo con “Partire Leggeri” di Eric Ries, il miglior libro che abbia mai letto sul filone del “come costruire una startup di successo”.

Chiunque voglia iniziare a fare impresa da zero deve inserire questo libro fra le sue letture obbligate, perché ho conosciuto tanti, troppi aspiranti imprenditori che hanno perso tutti i loro risparmi a causa della mancata applicazione dei principi di Ries.

Applicare pedissequamente i concetti di questo libro è il consiglio migliore che possa dare a chi vuole iniziare a fare imprenditoria senza rischiare di perdere tutto in un progetto che era destinato a fallire fin dall’inizio, e per avere un framework efficace per far crescere la propria azienda fino a uscire dalla fase di startup.

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Adriano De Arcangelis

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