Taskhunters, la start up per le faccende domestiche

Articolo scritto da -

Non chiamateli “lavoretti“: sono tantissime le richieste, ogni giorno, per svolgere delle faccende domestiche, più o meno impegnative, per cui non si ha più tempo, e che sempre più spesso si delegano ad altri. Qualche esempio. Se sei in vacanza e nessuno può occuparsi del tuo gatto, o non hai tempo per fare la spesa, ci pensano i ragazzi di Taskhunters, i “cacciatori di faccende”.

Di solito sono studenti universitari, che cercano di arrotondare tra un esame e l’altro, ma non solo. Questa app ha riunito ben 650 mila ragazzi che, grazie alla geolocalizzazione, entrano in contatto con i clienti più vicini. La scelta tra i lavori è molto vasta: si va dalle pulizie domestiche, ai dogistter, ai traslochi, alle prestazioni informatiche e di graphic design fino alla sezione dedicata all’Ikea, per chi non se la sente di montare un mobile appena comprato.

Gli studenti controllano le varie offerte sull’app, e possono scegliere se accettarne una. Così, come spiega Lorenzo Teodori, uno degli ideatori dell’app, “diamo tempo a chi ha una vita lavorativa intensa e, insieme, offriamo ai giovani universitari la possibilità di incrementare le proprie entrate”.

Per ora l’app, disponibile per iOS e Android, nasce come progetto pilota a Milano, ma presto dovrebbe espandersi in tutta Italia. Chi c’è dietro Taskhunters? Un gruppo di ragazzi molto giovani, classe ’87 e ’86, rientrati tutti da esperienze lavorative all’estero: l’idea è quella di dare tempo a chi ne ha poco, e di permettere allo stesso tempo a qualche giovane di guadagnare qualcosina. Continua Lorenzo: “Ci siamo resi conto che molti lavoratori e professionisti non hanno il tempo materiale di svolgere le proprie commissioni, neppure le più semplici, e affiderebbero più che volentieri questo onere a una persona capace e di fiducia, in grado di risolvere il loro problema in breve tempo o, meglio ancora, subito”.

Dopo aver trascorso 4 anni all’estero Lorenzo, Francesco Piovesan, Marco Premier e Alberto Mora (nel team c’è anche Jessy Conroy come Mobile Developer Consultant) sono rientrati in Italia, avendo sviluppato tutti competenze lavorative diverse. “L’Italia è per noi un punto di partenza e nell’arco di qualche anno puntiamo a espanderci in altre città universitarie europee come Londra, Madrid, Lisbona, Berlino e Parigi, per raggiungere i 20 milioni di potenziali utenti e i 2,5 milioni di studenti”, questi gli obiettivi a medio-lungo termine.

Ovviamente, con il tempo bisognerà coinvolgere business angels e trovare fondi di investimento. “Siamo stati da poco selezionati da Speed MI Up, l’incubatore di Università Bocconi, Camera di Commercio e Comune di Milano, e grazie al loro supporto riusciremo ad avere il giusto impulso per accelerare lo sviluppo di Taskhunters”, continua Lorenzo.

Il team di Taskhunters è sempre al lavoro per verificare, attraverso gli indirizzi mail universitari, il profilo dei ragazzi che saranno poi formati, perché possano offrire un servizio professionale verso gli utenti. C’è anche un sistema di valutazione reciproca: quando il compito è portato a termine, i feedback permettono di costruire una buona reputazione, proprio come avviene su altri siti di compravendita di oggetti. I pagamenti avvengono tutti tramite la piattaforma Stripe, semplicissima da utilizzare.

Commenta Qui sotto

Valeria Martalò

Blogger e Web Writer. Racconta, su Quintuplica, le storie vere di chi ha cambiato vita, grazie a una nuova professione o avviando un'attività.

Condividi!

Condividi questo post con i tuoi amici!