Trovare lavoro a Manchester e cambiare vita

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Cambiare vita: un sogno di tanti, un pensiero che prima o poi tutti facciamo nella vita. Lasciare il lavoro che non ci piace, o la mancanza di lavoro, o la partita Iva che tante notti insonni ci ha fatto passare, e cercare lavoro e fortuna altrove. Un posto in cui potersi realizzare, finalmente, in cui essere felici di ciò che si è e che si fa, senza troppe preoccupazioni per il futuro. E’ quello che ha fatto Maria Vittoria Catamo, che ha raccontato la sua storia al Fatto Quotidiano. La storia di come ha cambiato vita e paese, seguendo suo marito, e di come non si è pentita affatto della sua scelta.

Maria Vittoria, 36enne di Parma, si è trasferita nel Regno Unito inizialmente solo per seguire il marito, ma poi lì ha trovato la sua vera strada. Ha iniziato a cucire per divertimento, ma pian piano ha cominciato a ottenere successi di vendita nei mercatini e online, e ha avviato così il suo marchio. “In Italia le leggi erano fumose, tra fatture e ritenute d’acconto. A Manchester sono una ‘self-employed’, pago le tasse su quanto effettivamente riesco a vendere”, racconta Maria Vittoria.

Questa giovane ragazza aveva già un impiego appagante in Italia, due bimbi piccoli, e tutto sembrava andare bene. Ma poi un’occasione di lavoro all’estero per il marito ha cambiato la vita di tutti e quattro. Maria Vittoria ha avuto il coraggio di scommettere sulle sue passioni di sempre, il cucito e la creatività, ed è riuscita a trasformare in poco tempo un hobby nel suo lavoro di tutti i giorni.

Ha creato un vero e proprio marchio, Emmeviloves, con cui vende in tutto il mondo le sue creazioni per adulti e bambini: gonne, papillon, capi di abbigliamento e accessori. “In Italia non avrei mai avuto il coraggio di lasciare il mio lavoro per aprire una partita Iva. Qui in Inghilterra invece è tutto più semplice, la burocrazia è praticamente azzerata e riesco a essere indipendente”.

Dopo una laurea in Economia aziendale, Maria Vittoria è arrivata in una multinazionale che si occupa di servizi e contenuti per mobile, e da Parma ha lavorato con colleghi di tutto il mondo, facendo anche esperienze all’estero. Si è poi sposata e trasferita all’estero con marito e bambini piccoli. Mentre il marito lavorava a Londra, lei cuciva in casa: “Le basi le ho imparate da mia madre, e negli anni ho continuato da autodidatta. Ho iniziato a confezionare papillon per bambino per divertimento, li vendevo alle amiche, ai mercatini e online. Da subito hanno avuto molto successo”.

Non è stato affatto difficile aprire un’attività in Gran Bretagna: “Per aprire il sito, registrare il marchio e il brevetto ho fatto tutto online. In Italia mi ero informata per farlo, ma sarei dovuta passare tramite agenzie. Qui invece niente fotocopie di documenti o modelli da compilare, si fa tutto in rete”. E la burocrazia è praticamente inesistente: non è necessario avere partita Iva a meno di non raggiungere ricavi molto alti.

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Valeria Martalò

Blogger e Web Writer. Racconta, su Quintuplica, le storie vere di chi ha cambiato vita, grazie a una nuova professione o avviando un'attività.

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