Un ventenne ha scoperto come pulire l’oceano dalla plastica

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boyan-lg-768Vuoi cambiare il mondo ma non sai nemmeno da dove iniziare? Non perderti d’animo, anche se ci sono tantissime cose da fare. Vogliamo suggerirtene una: ripulire il mondo. Non siamo impazziti, però crediamo che tu abbia la capacità di sviluppare un progetto ambizioso per aiutare il pianeta Terra a liberarsi dei rifiuti che gli impediscono di respirare.

La storia di successo che ti raccontiamo oggi ha come protagonista un 20enne olandese, Boyan Slat. Questo ragazzo ha ideato una soluzione tanto semplice quanto geniale che consente di rimuovere centinaia di tonnellate di rifiuti costituti da plastica dai fondali dell’Oceano Pacifico. La sua avventura è iniziata poco meno di quattro anni fa, nel 2011. Boyan si trovava in Grecia e durante le sue immersioni ha notato che c’era una quantità spropositata di bottiglie di plastica che disturbavano la sua vista sott’acqua. Così ha deciso di mettere a punto un sistema efficace di pulizia, economico e sostenibile. Per farlo ha prima analizzato tutti gli altri studi di settore. L’anno successivo ha presentato il suo progetto a tutto il mondo: una rete galleggiante.

Lo strumento ideato da Boyan Slat sfrutta le correnti marine per raccogliere tutta la plastica e raggrupparla. In questo modo le operazioni di pulizia sono molto più semplici e l’ecosistema marino viene preservato. Il ragazzo ha osservato che vi è un abbattimento dei costi e dei tempi in quanto la plastica segue un percorso obbligato in anni e non in millenni.

Boyan Slat era uno studente di ingegneria aerospaziale, ma ha abbandonato gli studi per dedicarsi completamente al suo progetto. Ha fondato un’associazione: Ocean Cleanup Foundation. Inizialmente la sua idea non ha ottenuto molto successo, così ha deciso di iscriversi al Tedx Talk, l’evento internazionale per gli innovatori. Risultato? Una standing ovation generale e 2,2 milioni di dollari racimolati con la campagna di crowfunding grazie ai quali ha dato il via al progetto pilota. La squadra è composta da 100 scienziati che ripuliranno l’Oceano Pacifico in 10 anni. In Giappone è in corso l’installazione delle prime reti (circa 2 chilometri).

“Ogni anno circa 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono in mare. Questo causa un problema ambientale perché almeno un milione di uccelli marini e 100mila mammiferi, tra cui la foca monaca e le tartarughe muoiono per i detriti, un grave danno sull’economia dei paesi per la rimozione dalle spiagge dei rifiuti nonché numerosi effetti sulla salute”, si legge sul sito del ragazzo. Si tratta di una vera e propria svolta ambientale, perché questo sistema non usa combustibili di alcun tipo per attirare la plastica, ma sfrutta le correnti oceaniche naturali e il vento.

La sua rete, l’Ocean Array Cleanup, è una sorta di imbuto gigante con dei bracci: l’angolo dei bracci spinge la plastica a galleggiare nella direzione della piattaforma di raccolta. La plastica poi viene qui viene filtrata, separata dal plancton e conservata per il riciclo. Un’idea semplicissima, ma che finora non era venuta in mente a nessuno. Questa storia dimostra come, a volte, le soluzioni più semplici e geniali vengano snobbate, e come restino a disposizione di chi ha abbastanza coraggio per iniziare a provarci.

Ecco qui il sito di Boyan: http://www.boyanslat.com/

Qui invece è possibile avere maggiori info sul progetto: http://www.theoceancleanup.com/

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Valeria Martalò

Blogger e Web Writer. Racconta, su Quintuplica, le storie vere di chi ha cambiato vita, grazie a una nuova professione o avviando un'attività.

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